mercoledì, 16 aprile 2008 alle 17:42
dove?! Ma qui: Cose a caso!
È italiana.
La prima cosa da dire è questa. Non è giapponese, o americana, o un misto fra queste due provenienze. È "semplicemente" italiana; magari non fa figo, ma non ci può fare molto se è nata in Italia. Chiaramente ha anche un nome italiano.
Abita da sola in un appartamento, un affitto che paga con un classico lavoro in ufficio: lavoro che consiste nello scartabellare varie cose di varia natura, rimanere quasi tutto il tempo di fronte ad un pc e nessun contatto con nessun genere di clientela. Quello che fa, se deve essere in qualche modo venduto, viene venduto da altre persone. Non che a lei questa situazione dispiaccia: la frustazione dell' impiegato non la tormenta e non l' ha mai tormentata, lo spirito libertino del '68 non gioisce in lei; e a lei questa mancanza non disturba affatto. Quello che le importa è di portare a casa uno stipendio che sia sufficiente per una persona, che ha dei vizi, vivere da sola in un appartamento.
Al lavoro fa quello che deve fare: lavora. Si perde raramente in chiacchere con i colleghi, non perchè sia sociopatica, ma perchè preferisce non avere nessun genere di casini con nessuno (capi e colleghi); perciò, per quanto possa sembrare svogliata, fa abbastanza bene il suo lavoro.
Solo un particolare la stressa particolarmente del suo mestiere: l' allarme della sveglia che suona alle sette del mattino. Essendo una donna giovane e che abita da sola, la sera raramente rimane chiusa nel suo appartamento e quando esce, rientra che ormai è notte fonda; prima dell' una mai, a volte oltre le due. Pensare che l' indomani si deve svegliare alle sette del mattino per andare a lavorare, non la ferma nell' uscire quasi ogni sera; anzi, a dire il vero nemmeno pensa alla sveglia delle sette del mattino. La lancetta rossa dell' allarme è fissata lì da sempre, mai spostata, solo nel fine settimana disattiva la sveglia, ma la lancetta sempre ferma.
Ha diverse conoscenze, anche se esce più o meno sempre con le stesse persone, ma capita spesso che in un locale conosca diverse persone. E la salutano. E lei risponde al saluto. E questa cosa di rimanere una mezz' ora buona a dire "ciao" ogni due minuti a gente sempre diversa, infastidisce Gi.
Gi è, diciamo, il suo migliore amico. Gi le sta sempre dietro, non la molla mai, quasi fosse un fratello legato morbosamente alla sorella maggiore. Gi è un tossico, si buca e ogni tanto sniffa, raramente prende pasticche. Le pasticche le prende solo nei locali, perchè gli fanno schifo i bagni pubblici e, per farsi in vena, dovrebbe andare in bagno o perlomeno lui va in bagno; ma non gli piacciono le pasticche, così la maggior parte delle volte si fa prima di entrare nel locale e, durante la serata, ogni tanto si fa accompagnare fuori dall' amica, quando lei ne ha voglia. Magari può sembrare che a lei non importi un cazzo se il suo migliore amico si fa in vena, questa impressione può essere data dal fatto che non gli dice mai nulla e che lo accompagna addirittura a farsi; magari è anche così. Forse veramente non le importa nulla, che ha altro a cui pensare; ma in verità è perchè non saprebbe che dirgli. E sì, che ci ha pensato a suo tempo, a fargli un discorso per convincerlo di entrare in una di quelle cliniche a farsi aiutare, ma non le è mai venuto in mente nulla, mai oltre le prime due frasi: ciao Gi.
E poi un discorso sulla droga e sulle responsabilità ecc. in bocca sua stonerebbe parecchio.
Gi entra spesso a casa dell' amica, anche se non ha le chiavi. Non ruba nulla, non mette in disordine e non sporca, entra solo per farsi e per rimanere quei due secondi giusto per sentire entrare in circolo la dose. Non fa questo a casa sua, perchè non ha una casa, per meglio dire: non ha una casa fissa. Spiegando ancora meglio: Gi conosce molta gente e sono in molti che lo ospitano una notte, o per una settimana, ma mai un mese intero; Gi è bisessuale, così spesso viene ospitato da uomini a casa sua, ma anche da donne; gente che conosce, non proprio amica magari, ma che conosce da più di un' ora e, di solito, Gi a questa gente da il culo o fa il culo, non sempre e non per soldi, anche se capita che gli diano soldi, ma lui non lo fa per quello anche se li accetta senza pensarci due volte; Gi scopa perchè gli piace, piace anche a quelli e, appunto, molti lo ospitano perchè lo vedono così disponibile.
Chiaramente, fra un invito e l' altro a passare la notte a casa di qualcuno/a, passa del tempo e così a volte si ritrova per strada e allora, la sua fobia per i bagni pubblici, lo porta ad andare a casa dell' amica per trovare un bagno pulito (anche se a volte si fa in cucina, vicino al mobile dove ci sono i biscotti, ma questo lei non lo sa).
In verità, lui avrebbe una casa dove stare senza dover scopare o farsi scopare per forza, con persone che lo aspettano e che gli vogliono bene, ma le volte che ci va possono essere contate con le dita di una mano.
Lei non l' ha mai ospitato per un semplice motivo: non vuole nessuno a casa sua per un giorno intero, neanche il suo migliore amico; ancora di meno vuole un tossico, anche se è il suo migliore amico. Non le disturba che entri a casa sua scassinando la serratura (Gi non ha le chiavi, ma è bravo con le serrature e raramente le rompe) per bucarsi, sa che non farà altro che rimanere un minuto seduto nel water o sdraiato in terra, per poi andarsene. Solo una volta le aveva rubato un pacco di biscotti.
Ma adesso direi che ho scritto abbastanza, facciamo che riprendo un' altra volta.