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Domenica è il riposo divino, domenica è il tormento umano.

lunedì, 05 maggio 2008 alle 00:54
dove?! Ma qui:
Cose a caso, Ne parlo!


Dovessi decidere un giorno, per pura pazzia, di raccontare una storia con protagonista Gengis Khan, mai e poi mai farei una storia d' amore, ma neanche una storia di battaglie e sangue a fiumi; tenterei di raccontare qualcosa di meno banale, di visto poche volte, poi soprattutto se prendo un personaggio come Gengis Khan che, insomma, se mi documento su di lui forse, e dico forse, trovo qualche cosa di orginale o semi-originale da raccontare, non una storia d' amore eterna con lei che viene rapita o l' imperatore crudele che sbudella gente manco fosse Dio in persona.
Non saprei che storia suggerirmi e suggerire però, infatti non sto scrivendo nessuna storia con Gengis Khan e penso proprio non ne scriverò mai, ma neanche come "tentativo di", che non m' interessa per nulla raccontare di Gengis Khan.
E poi dovessi decidere un giorno, per pura pazzia, di raccontare una storia con protagonista Gengis Khan, fermatemi, schiaffeggiatemi, ditemi guardandomi bene negli occhi "Cazzo stai facendo? Riprenditi" o robe così, che non è normale raccontare una storia con protagonista Gengis Khan.

Detto questo, v' invito e m' invito a guardare l' ennesimo film su Gengis Khan che dovrebbe uscire, a breve, al cinema.
Io, con tanto di pregiudizio, aspetto di vedermelo a casa sdraiato nella poltrona con tanto di patatine e aranciata al mio fianco, veramente poco entusiasta al solo pensiero di prepararmi per andare al cinema e spendere sei euro e cinquanta per un film che, secondo me, sarà un "filmetto" alla stregua de "L' ultimo samurai", o giù di lì.
Magari poi mi sbaglio clamorosamente, non sono certo un esperto di cinema, magari sarà un grandissimo film, il migliore dell' ultimo decennio, il migliore fra i film su Gengis Khan; ripeto, che magari a qualcuno potrebbe essere sfuggito, che parto con una buona dose di pregiudizio verso una storia che, riassunta non da me, parla di amanti rapite dal nemico.
Ma sai che palle non avere un minimo di pregiudizio? Non parlo mica di pregiudizi verso i rumeni, o verso la gente con la pelle nera, o verso gli omosessuali, o verso la donna, o verso "metti ciò che ti salta in mente e che sia roba seria"; il mio è uno di quei pregiudizi che, oltre a prendere come bersaglio nulla di serio come si può intendere il discorso sugli omosessuali, lasciano la tanto cara a tutti "apertura mentale": sono disposto a vedere il film e, nel caso fosse veramente bello, a dirmi di essere un povero coglione che proprio non capisce 'na sega di cinema (tra l' altro, questo fatto di capire poco o nulla di cinema, è un pensiero che, almeno in minima parte, è sempre rimasto bene inchiodato nella mia testa).

Ma se, alla fine, dovessi vedere che il mio pregiudizio aveva pienamente ragione dal principio, la mia autostima si gonfierebbe abbastanza per almeno quei due-tre minuti di post-film, convincendosi di "cagarne di cinema e dintorni", per poi essere ridimensionata in negativo all' istante, come sempre.

sparato dal ReCaliscetta. Qui  silenzio.

Emme che dovrebbe essere in D che dovrebbe essere.

mercoledì, 16 aprile 2008 alle 17:42
dove?! Ma qui:
Cose a caso!


È italiana.
La prima cosa da dire è questa. Non è giapponese, o americana, o un misto fra queste due provenienze. È "semplicemente" italiana; magari non fa figo, ma non ci può fare molto se è nata in Italia. Chiaramente ha anche un nome italiano.
Abita da sola in un appartamento, un affitto che paga con un classico lavoro in ufficio: lavoro che consiste nello scartabellare varie cose di varia natura, rimanere quasi tutto il tempo di fronte ad un pc e nessun contatto con nessun genere di clientela. Quello che fa, se deve essere in qualche modo venduto, viene venduto da altre persone. Non che a lei questa situazione dispiaccia: la frustazione dell' impiegato non la tormenta e non l' ha mai tormentata, lo spirito libertino del '68 non gioisce in lei; e a lei questa mancanza non disturba affatto. Quello che le importa è di portare a casa uno stipendio che sia sufficiente per una persona, che ha dei vizi, vivere da sola in un appartamento.
Al lavoro fa quello che deve fare: lavora. Si perde raramente in chiacchere con i colleghi, non perchè sia sociopatica, ma perchè preferisce non avere nessun genere di casini con nessuno (capi e colleghi); perciò, per quanto possa sembrare svogliata, fa abbastanza bene il suo lavoro.
Solo un particolare la stressa particolarmente del suo mestiere: l' allarme della sveglia che suona alle sette del mattino. Essendo una donna giovane e che abita da sola, la sera raramente rimane chiusa nel suo appartamento e quando esce, rientra che ormai è notte fonda; prima dell' una mai, a volte oltre le due. Pensare che l' indomani si deve svegliare alle sette del mattino per andare a lavorare, non la ferma nell' uscire quasi ogni sera; anzi, a dire il vero nemmeno pensa alla sveglia delle sette del mattino. La lancetta rossa dell' allarme è fissata lì da sempre, mai spostata, solo nel fine settimana disattiva la sveglia, ma la lancetta sempre ferma.
Ha diverse conoscenze, anche se esce più o meno sempre con le stesse persone, ma capita spesso che in un locale conosca diverse persone. E la salutano. E lei risponde al saluto. E questa cosa di rimanere una mezz' ora buona a dire "ciao" ogni due minuti a gente sempre diversa, infastidisce Gi.
Gi è, diciamo, il suo migliore amico. Gi le sta sempre dietro, non la molla mai, quasi fosse un fratello legato morbosamente alla sorella maggiore. Gi è un tossico, si buca e ogni tanto sniffa, raramente prende pasticche. Le pasticche le prende solo nei locali, perchè gli fanno schifo i bagni pubblici e, per farsi in vena, dovrebbe andare in bagno o perlomeno lui va in bagno; ma non gli piacciono le pasticche, così la maggior parte delle volte si fa prima di entrare nel locale e, durante la serata, ogni tanto si fa accompagnare fuori dall' amica, quando lei ne ha voglia. Magari può sembrare che a lei non importi un cazzo se il suo migliore amico si fa in vena, questa impressione può essere data dal fatto che non gli dice mai nulla e che lo accompagna addirittura a farsi; magari è anche così. Forse veramente non le importa nulla, che ha altro a cui pensare; ma in verità è perchè non saprebbe che dirgli. E sì, che ci ha pensato a suo tempo, a fargli un discorso per convincerlo di entrare in una di quelle cliniche a farsi aiutare, ma non le è mai venuto in mente nulla, mai oltre le prime due frasi: ciao Gi.
E poi un discorso sulla droga e sulle responsabilità ecc. in bocca sua stonerebbe parecchio.
Gi entra spesso a casa dell' amica, anche se non ha le chiavi. Non ruba nulla, non mette in disordine e non sporca, entra solo per farsi e per rimanere quei due secondi giusto per sentire entrare in circolo la dose. Non fa questo a casa sua, perchè non ha una casa, per meglio dire: non ha una casa fissa. Spiegando ancora meglio: Gi conosce molta gente e sono in molti che lo ospitano una notte, o per una settimana, ma mai un mese intero; Gi è bisessuale, così spesso viene ospitato da uomini a casa sua, ma anche da donne; gente che conosce, non proprio amica magari, ma che conosce da più di un' ora e, di solito, Gi a questa gente da il culo o fa il culo, non sempre e non per soldi, anche se capita che gli diano soldi, ma lui non lo fa per quello anche se li accetta senza pensarci due volte; Gi scopa perchè gli piace, piace anche a quelli e, appunto, molti lo ospitano perchè lo vedono così disponibile.
Chiaramente, fra un invito e l' altro a passare la notte a casa di qualcuno/a, passa del tempo e così a volte si ritrova per strada e allora, la sua fobia per i bagni pubblici, lo porta ad andare a casa dell' amica per trovare un bagno pulito (anche se a volte si fa in cucina, vicino al mobile dove ci sono i biscotti, ma questo lei non lo sa).
In verità, lui avrebbe una casa dove stare senza dover scopare o farsi scopare per forza, con persone che lo aspettano e che gli vogliono bene, ma le volte che ci va possono essere contate con le dita di una mano.
Lei non l' ha mai ospitato per un semplice motivo: non vuole nessuno a casa sua per un giorno intero, neanche il suo migliore amico; ancora di meno vuole un tossico, anche se è il suo migliore amico. Non le disturba che entri a casa sua scassinando la serratura (Gi non ha le chiavi, ma è bravo con le serrature e raramente le rompe) per bucarsi, sa che non farà altro che rimanere un minuto seduto nel water o sdraiato in terra, per poi andarsene. Solo una volta le aveva rubato un pacco di biscotti.

Ma adesso direi che ho scritto abbastanza, facciamo che riprendo un' altra volta.



Disegno presente nella mia galleria.


sparato dal ReCaliscetta. Qui  silenzio.

εὐαγγέλιον

mercoledì, 09 aprile 2008 alle 01:08
dove?! Ma qui:
Cose a caso!





Questa È una storia.
Questo È il modo di raccontare una storia.


sparato dal ReCaliscetta. Qui  2 hanno detto.

Volantini fuorvianti.

giovedì, 03 aprile 2008 alle 17:25
dove?! Ma qui:
Cose a caso!


"Ma tu,
quanto mi vuoi bene?"
"Quanto a un dito in culo.
E non mi piace il dito in culo,
per intenderci."


A scrivere cose dolci bisogna essere capaci, non ci s' improvvisa neanche nello scrivere una lettera alla propria/o ragazza/o.
E io sono negato.
A scrivere cose dolci, dico.
Ma, ora come ora, non m' importa sinceramente e questo più che altro perchè, (sempre) ora come ora, non ho bisogno di scrivere nessuna parola dolce.
Comunque sia, il punto del discorso che ancora non è iniziato è questo: a scrivere "cose" ci vuole "classe". E la "classe" dicono che non la impari; dicono che la "classe" la devi avere quando nasci. E scoprire che ce l' hai, che non è una cosa secondaria, anzi.

Io ci penso raramente a tutti questi giri.
Invece, penso più spesso che non sono bravo a scrivere cose dolci e le volte che ci ho tentato, ho finito per scrivere cose non brutte, ma abbastanza forti, secondo me. E con "non brutte" non intendo dire che sono scritte bene, intendo dire "non cattive".
Bugia.
Sì, sono uscite cose brutte. Cattive. È la verità.
Ma che ci vogliamo fare? Come disse qualcuno che non ricordo: "Per scrivere, bisogna stare male". E sì che non scrivi cose dolci, non ti escono proprio cose dolci se stai male; presumendo che quella frase non sia una cazzata di prima categoria (ma lo è. Se proprio si vuole, non è una cazzata per chi non è scrittore).
E poi le cose dolci se le scrivi, le scrivi soprattutto quando sei innamorato e tutti ci siamo cascati a scrivere poesie, "cose" per la persona desiderata e chi non ci è cascato, mi dispiace per lui/lei; che quella di scrivere poesie, "cose" alla persona desiderata è un passaggio che ogni sedicenne deve fare, come il giocare con il fango e le formiche, la stessa cosa. Lo devi fare e punto. Ti serve.

A proposito di parole dolci da innamorato, mi è venuto in mente il fatto che ci credo veramente poco a questa cosa chiamata "Amore" ed è ironico perchè intorno ho tutta gente innamorata e che è pure impegnata, cioè che ha una relazione con una persona, una relazione pure seria.
Cosa sarà questa mancanza di fiducia in questo sentimento che viene osannato a destra e a manca?
Non è tanto che non ci credo alle persone che dicono di essere innamorate, anzi ci credo pienamente che siano in buona fede; solo non credo a questa eternità che spesso viene decantata, appunto, da chi  è innamorato. Sarò cinico, testa di cazzo, freddo ecc. : io, semplicemente, dopo tot tempo ho sempre visto, al posto di quelle persone innamorate, gente stanca.
Ci sono persone che fanno tanti progetti, progetti che riguardano anche la persona che hanno vicino e che vanno avanti pure di anni, di parecchi anni.
Io non capisco.
Non capisco questa totale fiducia in un' altra persona da poter pensare seriamente a progetti "di vita" insieme (e con progetti "di vita" intendo cose come: sposarsi e rimanere insieme per sempre, poi andare a vivere insieme da qualche parte ecc. Insomma, intendo progetti da "relazione amorosa").
Sarò cinico, testa di cazzo, freddo ecc. : io, sinceramente, le persone le vedo egoiste, chi più chi meno.
Magari voi direte "che c' entra l' egoismo ora?", ma secondo il mio ragionamento c' entra, solo che ora non ho voglia di esporlo. Forse nel prossimo post, o forse no.


sparato dal ReCaliscetta. Qui  qualcuno ha detto.

Ahi, Aminta!

venerdì, 28 marzo 2008 alle 12:02
dove?! Ma qui:
Cose a caso!


Non ho mai voglia di fare un cazzo. Anche scrivere questo post ora è una tortura, che proprio io non ho voglia e rimarrei bene a stare tutto il giorno sdraiato da qualche parte a vaneggiare nella mia pigrizia.
Per questo ci sono così pochi post in questo blog; ho poca voglia. Questo però non è un male, visto che mi sono sempre chiesto cazzo avranno da raccontare ogni volta quelli che scrivono un post al giorno, che non capisco: come fai ad avere tutte quelle cose da raccontare ogni giorno? Capirei se l' autore fosse un agente segreto, o un poliziotto di turno di notte al Bronx, o un trafficante colombiano, o un guerrigliero talebano in Iraq, o la guardia del corpo di Bush, o Bush stesso; ma poi leggo qualche post e capisco che è solo una semplice casalinga. Io ne conosco casalinghe e mi pare di non aver mai visto così tanti avvenimenti nella giornata di una casalinga; che adesso ho preso la casalinga come esempio, ma la stessa precisa cosa vale per la stragrande maggioranza delle persone, anche per me. Per non parlare di quelli che spesso scrivono anche due post al giorno, non me ne capacito.

Tanto poi non ho nessun pubblico (ho avuto un déjà-vu; ho l' impressione di aver già scritto che non ho pubblico, ma non ho voglia di controllare i post vecchi per vedere se è vero) dicevo: tanto poi non ho nessun pubblico, nessuno si lamenta della mia poca produttività e quindi tanti auguri a tutti, stiamo bene così e pace.
No?

sparato dal ReCaliscetta. Qui  qualcuno ha detto.

Itamin.

mercoledì, 12 marzo 2008 alle 01:39
dove?! Ma qui:
Cose a caso, Ne parlo!


Io non ho mai capito l' orgoglio di appartenere ad una nazione.
Ancora di meno capisco l' orgoglio di appartenere ad una regione.
Dell' orgoglio di appartenere ad una città, non ne parlo nemmeno.
Proprio è una cosa che, più ci penso su, più non capisco. La vedo simile ad essere orgogliosi si appartenere ad un club privato e, generalmente, tutti pensano che siano deficienti quelli che sono orgogliosi di appartenere ad un club privato, perlomeno io penso che siano dei deficienti.
L' unica cosa per cui sono felice di essere nato in Italia, è che vuol dire che non sono nato in Nigeria. E in Nigeria le cose sono messe male, ma da qui a poter dire "orgoglio italiano" ce ne passa.
Mi sarebbe potuta andare meglio indubbiamente, per esempio nascere nel Regno Unito. Vuoi mettere con l' Italia? Per dire la prima cosa che mi viene in mente: non avrei avuto neanche la rottura di palle di imparare una lingua straniera, tanto sono gli altri che parlano la mia; e ad un certo punto, vaffanculo se noi italiani abbiamo il mare bello e il Colosseo, che se uno deve essere orgoglioso di appartenere all' Italia per questo, mi scendono proprio le palle a terra.
E per essere nato in questa regione, che dovrei dire? Certo, sì, è una gran bella regione con una storia lunghissima e tutte le restanti menate, ma cazzo, indubbiamente non è fra le migliori d' Italia e, a dirla proprio tutta, a me interessa più il presente della mia regione che del suo periodo preistorico; e cosa dice il presente della mia regione? Abbastanza merda, per essere chiari.
Indubbiamente, sono anche fortunato a vivere vicino al capoluogo della mia regione; sarei potuto vivere nell' entroterra e allora sì che sarebbero stati cazzi, però, vuoi mettere questo capoluogo con Milano, Roma, Firenze, oppure Bologna?
E allora, per tutte queste cose, io non capisco l' orgoglio di appartenere ad una nazione/regione; so che per questo orgoglio c' entra la lunga e bella storia della nazione/regione, ma sono orgogliosi pure gli americani di essere americani, appunto, e che lunga e bella storia ha l' America? Certo, loro sono orgogliosi di essere americani perchè l' America ha sempre spaccato il culo a tutti in guerra, a parte in Vietnam; e infatti hanno sempre fatto due coglioni tanto con questo Vietnam.
E poi, di solito, essere orgogliosi di appartenere ad una nazione porta a credere di essere superiori rispetto agli altri e, nella Storia, questo fatto ha spesso portato a particolari conseguenze.

sparato dal ReCaliscetta. Qui  3 hanno detto.

Sei.

sabato, 16 febbraio 2008 alle 11:09
dove?! Ma qui:
Cose a caso!


C' è questa cosa che non sapevo: si dice che Hemingway scrisse, per scommessa, un romanzo di solo sei parole, ed è questo: For sale: baby shoes, never worn.
"Apperò!" direte voi; e lo dico anch' io.
Questa notizia l' ho scoperta leggendo lui che, a sua volta, rimanda qui. Mi è venuta voglia di provare e ho vomitato questo:

Menomata, disegna sé stessa che corre.


sparato dal ReCaliscetta. Qui  2 hanno detto.

Mi saluti la Madonna.

venerdì, 15 febbraio 2008 alle 22:41
dove?! Ma qui:
Cose a caso!


Mi è venuta in mente una storia, grazie ad un grave incidente successo ieri (io ringrazio, in un certo senso, l' avvento dell' incidente, che magari non mi sarebbe venuta in mente nessuna storia se non fosse stato appunto per esso; chi è stato vittima dell' incidente con il cazzo che ringrazia, per essere chiari. Mi darebbe pure dello stronzo di prima categoria, con tutta la serietà che può avere una persona).
Sì, insomma, m' è venuta in mente questa storia e sono entusiasta: a me piace inventare storie, mi piace scriverle, anche se magari non si direbbe; ma costa fatica scriverle, non è una cosa così che ti viene perchè sì. E questa cosa (che scrivere una storia non costa fatica e che è una cosa così che ti viene perchè sì), purtroppo la dicono in troppi e in molti ci credono e invece è solo una cazzata. Come "i soldi non portano la felicità", che è una cazzata, appunto.
E sarebbe cosa buona e giusta se andassi ora ad aprire word per buttare, velocemente, qualcosa della storia nuova di zecca che ho in testa; giusto per non incasinarmi mentre cerco di svilupparla.
E poi mi è venuta in mente una cosa: che un po' di giorni fa era il 150° anniversario della prima apparizione della Madonna a Lourdes. E sono cose belle: la Madonna che appare per non si sa bene quale motivo.
Per tutto e per niente, diciamo.
Per far costruire lì un luogo di culto, diciamo.
Per far pagare molto ai pellegrini, diciamo.
Per fare un' acqua miracolosa che non è più miracolosa, diciamo.
Scaduta, diciamo.

E poi con la coda dell' occhio vedo, sopra una pila di fumetti che stanno vicino al monitor, un piccolo fogliettino intitolato "Chi è Gesù Cristo?", e mi ricordo che l' hanno portato ieri i Testimoni di Geova. E potrebbe essere inteso come un segno divino questo: vedo il fogliettino proprio mentre penso alla Madonna che dice cose complicate (almeno immagino siano state cose complicate; non penso sia andata a dire "Attenti. Domani piove.") ad una bambina ignorante di 150 anni fa. Che poteva scegliere qualcuno un po' più adatto, non mi sembra una genialata scegliere una bambina di un paese sperduto della Francia. Ma vabbè, dicono che sia comparsa ad una bambina perchè ancora "pura"; volendo ci sta. Epperò sarebbe dovuta apparire solo a bambini allora, ma così non è.
Comunque, a parte tutto questo, prendo il fogliettino lasciato dai Testimoni di Geova e comincio a leggerlo, ma mi fermo quando chiede, in modo sarcastico (almeno, a me ha dato questa impressione; se non è così, se non era nella loro intenzione, che cazzo di domande fai allora, mi chiedo io) "Gesù Cristo, il fondatore del cristianesimo. Lo conoscete? Influisce in qualche modo sulla vostra vita?". E mi viene naturale rispondere che sì, lo conosco e che no, non influisce manco per il cazzo nella mia vita, perlomeno non in modo positivo come intende il fogliettino; che ciò che ha fondato ha creato più spaccamenti di palle che altro. Subito con il pensiero ritorno alla Madonna che appare alla gente e penso alle visioni in generale, come quelle di Giovanna D' Arco; e mi ripeto che mi piacerebbe proprio infilare Giovanna D' Arco in una mia storia, non sarebbe affatto male, secondo me. Che poi, pensandoci bene, io Giovanna D' Arco già l' ho infilata in una mia storia, solo che è ancora incompleta ed è ferma da parecchio tempo ormai, che comincio a dubitare seriamente di arrivare a scrivere la fine di quella storia.

Ma poi mi ricordo che volevo andare ad avviare word per buttare due cazzatelle iniziali sulla storia di una menomata.

sparato dal ReCaliscetta. Qui  silenzio.

Piccolo spazio veramente serio.

martedì, 12 febbraio 2008 alle 22:17
dove?! Ma qui:
Incipit!


...!


No, ma stiamo scherzando, vero?!


sparato dal ReCaliscetta. Qui  silenzio.

La cocaina che ti allunga l' intestino.

lunedì, 04 febbraio 2008 alle 03:45
dove?! Ma qui:
Cose a caso!


Perchè Dio avrebbe dovuto fare una cosa complicata come l' Universo?
È una domanda che mi pare sia sufficiente a mettere almeno un piccolo dubbio sull' esistenza di un' entità superiore. Avrebbe potuto benissimo creare il Sole (per la luce e il calore), la Luna (per le maree), la Terra, piazzarci sopra ad essa l' Umanità e finire così il creato con dignità; a che pro fare miliardi di galassie, di stelle, di pianeti, di fare un qualcosa che, per quanto ne sappiamo, potrebbe essere infinito? Contando poi il fatto che, ora come ora, si è arrivati al punto di affermare  (con tutte le ragioni, secondo me) che l' Universo sarebbe una bella gatta da pelare per Dio; non capisco proprio perchè l' avrebbe dovuto "inventare". Nessuno inventa qualcosa per scombussolarsi in negativo l' esistenza (ancora di meno se quel qualcosa scombussola in negativo la propria esistenza in modo diretto) e, soprattutto, nessuno inventa qualcosa che metta il dubbio "Chi ha fatto questo, esiste?" (anche se come domanda non è esattamente corretta, dato che se si afferma che quel qualcosa è stato fatto, quindi creato, per forza di cose c' è il creatore. Forse è meglio "Questo c' è. Qualcuno l' ha fatto?") agli altri; sarebbe stupido da parte di un uomo fare una cosa simile, figurarsi fatta da parte di Dio: sarebbe proprio da incompetenti, per così dire. E Dio può essere incompetente?
...
No, perchè se Dio esiste ed è privo di esperienza, mi sale un' ansia tale che ciao.


P.S.
La risposta "Per dare da fare qualcosa all' Uomo" (o simili) alla domanda che sta all' inizio di questo post, non la prendo minimamente in considerazione.
Ancor di meno prendo in considerazione la risposta "Mistero della fede" (o simili).

sparato dal ReCaliscetta. Qui  2 hanno detto.